Torino e la Collina dei Morti

di Manuela Vetrano, 8 settembre 2016, Curiosità funerarie

Si sa che Torino è caratterizzata dalla presenza di numerose colline che si susseguono dolcemente sulla riva destra del Po, rimirandosi nelle sue acque. Quale torinese non è mai andato in collina ad amoreggiare tra le frasche di uno dei tanti parchi pubblici o non ha mai ammirato le architetture delle ville spaziali abitate da fortunati concittadini (e magari da qualche fantasma…)? Lo stesso toponimo della città deriverebbe dalla parola celtica taur, che significherebbe proprio colle, o monte.
Io poi sono convinta che la collina di Torino potrebbe anche essere soprannominata Collina dei Morti, perché tanti sono i luoghi funerari che la punteggiano. Vediamo quali sono…

Foto di www.seetorino.com

Basilica di Superga. Foto di www.seetorino.com

In cima alla collina di Superga svetta la splendida Basilica. Nei suoi sotterranei si apre la Cripta dei Savoia, dove si conservano quasi 70 tombe reali. Ma Superga è anche il luogo in cui trovarono la morte i giocatori del Grande Torino, insieme al loro staff tecnico e all’equipaggio dell’areo schiantatosi contro la collina il 4 maggio 1949. Inoltre, tempo fa, a Superga sorgeva anche un piccolo cimitero per gli abitanti della borgata circostante.

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Targa a Emilio Salgari. Foto di www.seetorino.com

In Corso Casale si trova la casa abitata da Emilio Salgari. Il 25 aprile 1911 lo scrittore si tolse la vita con un rasoio e il suo corpo senza vita fu ritrovato nei boschi di Val San Martino, nei pressi dell’ex-camping Villa Rey (e in questo campeggio morì nel 2007 il nipote dell’attore Erminio Macario, per un incendio divampato all’interno della sua roulotte). Vicino alla casa di Salgari, dove parte la strada che conduce a Reaglie, morì Serse Coppi, fratello di Fausto. Durante il Giro del Piemonte, il 29 giugno 1951, giunto in Corso Casale, una ruota della bicicletta su cui correva si infilò all’interno del binario del tram. Serse cadde, batté la testa e purtroppo per lui non ci fu nulla da fare.

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Chiesa della Gran Madre. Foto di www.seetorino.com

In Borgo Po, quartiere che si estende davanti a Piazza Vittorio oltre il fiume, si trovava il cimitero dell’Ospizio di Carità, aperto a fine 1700 e chiuso nel secolo successivo. Borgo Po è anche la zona di Torino dove riposano i resti dei caduti della Grande Guerra (il loro ossario è nella cripta della chiesa della Gran Madre) e dove furono rinvenute le spoglie dei torinesi trucidati dai francesi sul Monte dei Cappuccini durante la guerra civile del 1640 (il punto esatto del ritrovamento è dove oggi si trova la Fontana delle Quattro Stagioni di Cesare Biscarra). Da non dimenticare che il Monte dei Cappuccini è il luogo dove volle essere sepolto il conte Filippo San Martino di Agliè.

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L’Eremo dei Camaldolesi. Foto di www.seetorino.com

Prima che fosse costruita la Certosa di Collegno, era in collina che venivano sepolti i Cavalieri dell’Ordine del Collare della Santissima Annunziata. Il luogo delle illustri sepolture era l’Eremo dei Camaldolesi, in Strada Eremo.

Sulla collina più alta di Torino, il colle della Maddalena (715 metri), si estende il Parco della Rimembranza, compreso nel Parco della Maddalena. Accanto agli alberi del parco sono posizionate piccole targhe che ricordano i nomi delle migliaia di caduti della prima guerra mondiale.

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Il Faro della Vittoria nel Parco della Rimembranza. Foto di www.seetorino.com

La Strada dei Morti era la vecchia stradina che partiva dal ponte Isabella e si inerpicava in collina fino alla Chiesa di San Vito. Annesso alla chiesa era un cimitero e forse per questo la strada venne chiamata così. Ma testimonianze narrano che la via avesse questo soprannome perché, essendo molto stretta e piena di tornanti, era il luogo ideale dove i malfattori potevano nascondersi e assalire gli ignari passanti rapinandoli o addirittura uccidendoli. La Strada dei Morti non esiste più, distrutta da un nubifragio. L’attuale Strada Comunale di San Vito-Revigliasco è stata costruita negli anni ’70.

Da non dimenticare infine le collezioni antropologiche del Museo di Storia Naturale Don Bosco a Valsalice (tra l’altro nell’Istituto Salesiano di Valsalice il santo fu sepolto subito dopo la morte) e i cimiteri collinari di Mongreno e Cavoretto. Il primo è stato soppresso, mentre il secondo è ancora attivo solo più per le sepolture in tombe di famiglia.

Spero che questo simpatico excursus vi abbia fatto venire la voglia di passeggiare per le nostre ridenti colline… e se trovate, o siete già a conoscenza, di altri luoghi, personaggi o fatti riguardanti la Collina dei Morti, contattatemi!

Testi di © Manuela Vetrano. Immagini di © SeeTorino. Se desiderate utilizzare questo materiale scrivete a: info@lacivettaditorino.it

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