Le Òss ëd Mòrt (Ossa di Morto)

di Manuela Vetrano, 30 ottobre 2014, Curiosità funerarie, Oltre Torino

Risale alla notte dei tempi l’usanza di preparare dei dolci particolari in occasione della commemorazione dei defunti. Secondo la tradizione, questi dolci non sono destinati ai viventi, ma dovrebbero essere lasciati sulla tavola della sala da pranzo a disposizione di parenti e amici passati a miglior vita, che nella notte tra l’1 e il 2 novembre ritornano dall’oltretomba per far visita a coloro che sono rimasti sulla terra.
Questi dolcetti sono presenti con nomi simili in tutta Italia, dal Nord al Sud: il Pan dei Morti in Lombardia, le Fave dei Morti in Emilia – Romagna, il Torrone dei Morti in Campania… e sono solo alcuni allegri esempi! Gli ingredienti con cui si realizzano sono davvero semplici e si trovano facilmente nelle nostre dispense: farina, zucchero, uova, nocciole, mandorle, frutta candita…

Scatola di latta della pasticceria Viganotti, 1900. Immagine tratta dal sito: www.ebay.it

Scatola di latta della pasticceria Viganotti, 1900. Immagine tratta dal sito: www.ebay.it

Ovviamente anche il Piemonte possiede il suo dolcetto novembrino: le Ossa da Mordere, dette anche Ossa di Morto, Òss ëd Mòrt in dialetto. Si tratta di tipici biscotti da credenza, che si possono conservare senza preoccuparsi che vadano subito a male. Sono duri e croccanti e la loro forma è irregolare.
Nascono nel 1869 in Corso Mazzini a Borgomanero, in provincia di Novara, dove si trovava l’offelleria di mastro Viganotti (cos’è un’offelleria? Il termine un po’ desueto deriva dal latino offa, focaccia. In parole povere, l’offelleria è la pasticceria). Il pasticcere ideò nel suo laboratorio non solo le Ossa da Mordere, ma anche i più famosi Brutti ma Buoni. Grazie a queste delizie vinse un diploma di onoreficenza e una medaglia d’oro a inizio 1900 a Parigi. L’offelleria Viganotti fu rilevata dopo vari anni dalla famiglia Lissoni e dal 1951 a questa subentrò la famiglia Savoini, attuale proprietaria. La pasticceria oggi si è trasferita in Via Maioni, ma continua a portare avanti le antiche ricette di mastro Viganotti, tanto da essere stata premiata come Eccellenza Artigiana dalla regione Piemonte e come Azienda Centenaria dalla Camera di Commercio di Torino.

Cartolina intestata Viganotti e inviata alla ditta Carpano di Torino nel 1940. Immagine tratta dal sito: www.delcampe.net

Cartolina intestata Viganotti e inviata alla ditta Carpano (quella del vermouth!) di Torino nel 1940. Immagine tratta dal sito: www.delcampe.net

E ora… lavatevi le mani e rimboccatevi le maniche per preparare le vostre Ossa di Morto!

INGREDIENTI

250g di farina e 400g di zucchero
2 albumi
100g di nocciole e 100g di mandorle

PREPARAZIONE

Mescolate insieme farina, zucchero e albume d’uovo fino ad ottenere un composto compatto.
Unite al composto le nocciole e le mandorle intere, continuando a lavorare il tutto.
Arrotolate la pasta sul tavolo e dividetela in tanti pezzi di forme diverse.
Disponeteli su una leccarda imburrata e infarinata.
Metteteli in forno già caldo a 180° per 20 minuti circa.
Tirateli fuori, fateli raffreddare e metteteli sulla tavola, pronti per essere sgranocchiati dai vostri defunti (e anche dai più golosi tra i vostri parenti vivi)!

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