La cripta della Basilica Mauriziana – Personaggi illustri

di Manuela Vetrano, 15 giugno 2015, Curiosità funerarie

Qualche giorno fa abbiamo parlato della cripta della Basilica Mauriziana e ci siamo lasciati con una domanda che immagino abbia tormentato le vostre notti: chi ci veniva sepolto? Questo quesito mi fa pensare al fatto che quando si parla della vita di qualcuno, spesso viene tralasciata proprio l’informazione sul luogo di sepoltura, come se non fosse rilevante. Ma per la civetta non è così! Secondo me è interessante sapere qual è stato il punto di arrivo di un’esistenza… la cripta della Basilica Mauriziana è stato il luogo che ha visto chiudere il cammino sulla terra di molti individui. I nomi della maggior parte di loro restano sconosciuti, o non ci dicono nulla, ma alcuni appartengono a personaggi che gli appassionati della storia di Torino considerano dei V.I.P. a tutti gli effetti!

La cripta era usata come luogo di sepoltura sicuramente già quando la chiesa era ancora intitolata a San Paolo. I primi documenti recanti richieste esplicite da parte dei parrocchiani di esservi tumulati risalgono al principio del XVII secolo. Come vi ho scritto nello scorso post, nella cripta si contano otto pozzi comuni, dove sono stati sepolti, inizialmente con distinzione di sesso, i parrocchiani e anche i poveri che morirono nell’attiguo Ospedale Mauriziano (che versava all’Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro 36£ all’anno per questo servizio). Una fossa era poi riservata alla Compagnia di San Francesco di Sales, formatasi nel 1733, che usava come luogo di riunione e preghiera la Basilica. All’interno di questi pozzi furono anche inumati numerosi caduti dell’assedio di Torino del 1706!

Le tombe di alcuni confratelli e di alcuni membri dell'Ordine Mauriziano. La seconda tomba a destra dal basso è di Giuseppe Ossorio di Trapani. Photo by SeeTorino

Le tombe di alcuni confratelli e di alcuni membri dell’Ordine Mauriziano. La seconda tomba a destra dal basso è di Giuseppe Ossorio di Trapani. Photo by SeeTorino

Ma la cripta è conosciuta soprattutto per essere stata l’ultima dimora dei confratelli e delle consorelle dell’Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro, nonché di alcune personalità di spicco dell’Ordine Mauriziano e della corte sabauda. Le tombe di questi personaggi si trovano lungo le pareti della grande sala della cripta e nel piccolo vano che la chiude. Tra i cavalieri dell’Ordine che riposano qui, si contano due siciliani rimasti al servizio dei Savoia anche dopo la cessione della corona di Sicilia in favore di quella di Sardegna nel 1720: Giuseppe La Guidara di Messina (+ 1746), che fece carriera nell’esercito, e Giuseppe Ossorio di Trapani, paggio di Vittorio Amedeo II, abile diplomatico e anche Cavaliere dell’Ordine del Collare della Santissima Annunziata (+ 1763).
La tomba più recente della cripta è quella di Giovanni Felice Avogadro di Quinto, nobile militare fedelissimo ai Savoia anche durante l’occupazione napoleonica, morto nel 1814 (dal 1777 furono costruiti a Torino i cimiteri di San Lazzaro e San Pietro in Vincoli e venne vietata la sepoltura in città, tranne in casi particolari come questo).

La tomba più recente: photo by SeeTorino

La tomba più recente, del 1814. Photo by SeeTorino

E ora veniamo alle tombe dei personaggi “famosi”… i miei occhi si sono illuminati nel leggere questi nomi:

  • Beatrice d’Aviz (1504 – 1538), infanta di Portogallo e duchessa di Savoia. Moglie di Beatrice-d-Aviz-infanta-di-Portogallo-duchessa-di-savoiaCarlo II di Savoia, morì di parto. Dei suoi nove figli, ne sopravvisse solo uno: il mitico duca Emanuele Filiberto “Testa di Ferro”. Beatrice fu sepolta nella Cattedrale di Santa Maria a Nizza, devastata dai francesi durante l’assedio della città nel 1543. Nell’Ottocento furono eseguiti dei lavori di scavo nell’area in cui sorgeva la cattedrale e si rinvenne la tomba della duchessa, che fu traslata qui nel 1867. Non è certo che i resti siano suoi: l’identificazione è stata fatta solo sulla base delle caratteristiche del feretro
La tomba della duchessa Beatrice. Photo by SeeTorino

La tomba della duchessa Beatrice. Photo by SeeTorino

  • Aymo Ferrero di Cocconato (1663 – 1718), consigliere di Stato e tesoriere generale del re Vittorio Amedeo II e committente della magnifica Villa Tesoriera, inaugurata in pompa magna alla presenza della famiglia reale e di tutta la corte nel 1715. Oggi è sede della Biblioteca civica musicale “Andrea Della Corte”
Villa Tesoriera. Photo by SeeTorino

Villa Tesoriera. Photo by SeeTorino

  • Pietro Domenico Olivero (1679 – 1754, la sua tomba però non è stata individuata), pittore bambocciante specializzato in scene di genere. Le sue opere sono documenti importanti perché ci mostrano in modo colorito e vivido come si svolgeva la vita quotidiana nel Settecento e com’era la Torino dell’epoca. I suoi dipinti sono esposti in quasi tutte le residenze sabaude e in molti musei di Torino, da Palazzo Madama alla Fondazione Accorsi-Ometto
  • Giuseppe Francesco Ignazio Bertola (1676 – 1755), figlio adottivo dell’architetto Antonio Bertola. Fu Maestro delle Fortificazioni e Primo Ingegnere del re. Progettò la cittadella di Alessandria e lavorò nei forti di Fenestrelle ed Exilles. Ricoprì importanti cariche militari e nel 1736 fondò e diresse le Scuole Teoriche e Pratiche d’Artiglieria
La tomba di Giuseppe Bertola è l'ultima in basso. Photo by SeeTorino

La tomba di Giuseppe Bertola è l’ultima in basso. Photo by SeeTorino

  • Andrea Boucheron (1692 – 1761), argentiere e orafo dei re Vittorio Amedeo II e Carlo Emanuele III. Durante il Settecento gli argentieri erano considerati artisti più importanti persino dei pittori, perché la loro materia prima era preziosissima: 1kg di argento valeva 38.000€ di oggi. Purtroppo sono arrivate a noi solo 7 opere firmate da Boucheron: gli argenti venivano fusi in periodi di crisi e perciò non se ne trovano tantissimi in giro! (La tomba di Boucheron la vedete nell’immagine di apertura di questo post: da sinistra, terza colonna, è la terza dal basso)
Andrea Boucheron, Paiola, 1750. Photo by Fondazione Accorsi - Ometto

Andrea Boucheron, Paiola, 1750. Photo by Fondazione Accorsi – Ometto

Ecco, lo sapevo… mi sono dilungata troppo, e ce ne sarebbe ancora da scrivere! Ma comunque la missione è compiuta. Ho visto con i miei occhi la cripta e ho provato a raccontarvela.
Spero che presto saltino fuori dei fondi per il restauro, prima che diventi uno dei tanti luoghi perduti del nostro paese.

Ogni utilizzo del testo e delle immagini deve essere preventivamente autorizzato dalla Fondazione Ordine Mauriziano e dagli autori.
Le immagini di questo post sono di Maurizio Lattanzio (www.seetorino.com), che mi ha seguito con pazienza nell’esplorazione.
Ringrazio la Fondazione Ordine Mauriziano per avermi concesso l’autorizzazione per la visita della cripta, per le riprese fotografiche e per la redazione di questo post. Ringrazio per la disponibilità e la cortesia l’Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro, il generale Alberico Lo Faso di Serradifalco e il dottor Tomaso Giuseppe Cravarezza, che ci hanno accompagnato nella visita.

Approfondimenti
Leggi anche la prima parte di questo post: La cripta della Basilica Mauriziana
Fondazione Ordine Mauriziano: sito ufficiale
Per visite alla Basilica Mauriziana: Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro
SeeTorino: La Basilica Mauriziana

I contenuti di questo articolo sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.

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