Il restauro della “tomba d’ij rat”

di Manuela Vetrano, 1 settembre 2015, Cimitero Monumentale

Secondo me è il monumento più delirante di tutta la parte storica del Cimitero Monumentale di Torino… è così ricco di particolari, che quando mi fermo ad osservarlo noto sempre degli elementi nuovi: sembra quasi che, chiusi i cancelli del cimitero e calate le tenebre, le decorazioni inizino a riprodursi a più non posso per far dispetto a chi pensava di conoscere davvero ogni angolo di questa straordinaria opera. Tempo fa qualcuno –non si sa quando né chi- l’ha soprannominata “tomba d’ij rat” perché qua e là vi sono raffigurati alcuni topini (rat in piemontese significa topo)… non si vedono subito, perciò bisogna sfoderare tutta la capacità di osservazione di cui si è dotati per individuarli.

I topini che danno il nome alla tomba si nascondono sotto le radici di un albero. Foto scattata prima della seconda fase del restauro.

I topini che danno il nome alla tomba si nascondono sotto le radici di un albero. Foto scattata prima della seconda fase del restauro.

La tomba d’ij rat è una tappa obbligata delle passeggiate al Monumentale e chi è venuto a fare un giro con la civetta lo sa bene. Si trova sotto le arcate della IV ampliazione, ma in realtà la tomba vera e propria è situata nel sotterraneo. Davvero non si può evitare di sostare almeno una decina di minuti davanti a questo monumento simbolo della società alto-borghese, che nell’Ottocento era tutta tesa all’autocelebrazione di sé stessa. Il monumento funebre fu ideato con grande perizia dal suo proprietario, il cavalier Giuseppe Pongilione, che, quando era ancora in vita (com’era usanza anche degli egizi!), lo fece eseguire dallo scultore Lorenzo Vergnano. L’opera, in marmo di Carrara e Bardiglio e in bronzo per quanto riguarda la cancellata antistante, fu collocata nel 1886 dove la vediamo ancora oggi. Il Pongilione morì nel 1900, senza moglie né figli e lasciò la sua tomba al Comune di Torino, con l’obbligo di manutenzione perpetua a carico della città.

Particolare della parte superiore del monumento, dopo la prima fase del restauro.

Particolare della parte superiore del monumento, dopo la prima fase del restauro.

Passano gli anni e, come succede a tutti i monumenti posti all’aria aperta, anche la tomba dei topi si rovina e si sporca… Nel giugno 2013 il Comune delibera l’inizio del restauro, articolato in più fasi ed eseguito dagli stagisti del Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Torino in convenzione con il Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale. I lavori, supervisionati dalla Soprintendenza e dal Servizio Edifici Municipali, sono giunti quasi al termine: il monumento è stato quasi del tutto ripulito con metodi tradizionali e con la tecnica Laser ed è stato consolidato nella parte inferiore, che era la più compromessa. La cancellata, anch’essa parte integrante della tomba d’ij rat e tripudio di raffigurazioni simboliche (vedete ad esempio l’uccello del paradiso), è stata rimossa e sarà ricollocata al suo posto a settembre.

Particolare della parte inferiore del monumento. Foto scattata prima della seconda fase del restauro.

Particolare della parte inferiore del monumento. Foto scattata prima della seconda fase del restauro.

Spero con questo breve articolo di aver fatto venire voglia, a chi conosceva già il monumento, di rivederlo e, a chi non lo conosce ancora, di andarlo ad ammirare, magari con la civetta! Sicuramente in futuro dedicherò un post del blog alla descrizione di questa tomba così complessa, testimonianza di un’epoca in cui i cimiteri erano considerati dai membri più in vista della società un ulteriore mezzo di esaltazione del proprio status sociale, dei propri valori e ideali.

Più info al sito ufficiale dei cimiteri torinesi: Il restauro della storica tomba di Giuseppe Pongilione

(Ringrazio per le fotografie Simona De Pascalis)

Testi e immagini © Manuela Vetrano. Se desiderate utilizzare questo materiale scrivete a: info@lacivettaditorino.it
I contenuti di questo articolo sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.

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