Il “ponte delle benne”

di Manuela Vetrano, 11 ottobre 2013, Cimitero Monumentale, Curiosità funerarie

Il 6 novembre 1829 il Cimitero Generale di Torino (benedetto il giorno prima da Monsignor Colombano Chiaverotti) aprì i suoi cancelli per accogliere i defunti che per primi ebbero l’onore di essere seppelliti nel nuovissimo camposanto della città: Giacinto Bastia, Rosalia Mussino, Anna Massero e Costanzo Biolé.
I cari estinti torinesi dovevano attraversare un fiume per raggiungere la loro ultima dimora dall’abitato. Infatti il feretro, posizionato su una carrozza e seguito dal corteo funebre, doveva passare sul ponte di Corso Regio Parco costruito sulla Dora Riparia.
Molte volte a noi torinesi capita di percorrere a piedi o in macchina questo ponte, che non conserva alcuna memoria del suo antico uso, anche perché quello attuale non corrisponde affatto al ponte di un tempo, calpestato dai cortei funebri e quindi testimone di molte meste processioni. In origine era in legno e veniva sovente distrutto dalle piene, ragion per cui fu ricostruito più volte, l’ultima nel 1814. Questo ponte ligneo fu distrutto per l’ultima volta nel 1837 e nel 1849 ne venne edificato uno nuovo più solido, in laterizio. Costo: 60.000£. Avendo questo ponte una larghezza limitata, se ne decise l’abbattimento nel 1967 e la sostituzione con l’attuale in cemento armato.

ponte-benne-1840

Il vecchio ponte di Corso Regio Parco era soprannominato “pont d’le bene” o “ponte delle benne”. Perché? Due sono le ipotesi:

  1. probabilmente addossate al ponte in legno erano delle capanne. Capanna in piemontese si dice “bena”, quindi: “pont d’le bene” significa “ponte delle capanne”;
  2. le benne sono contenitori ribaltabili montati su carretti e usati per il trasporto di materiali vari. Forse sul “ponte delle benne” transitavano spesso carretti che portavano all’abitato materiali utilizzati nei cantieri reali o cittadini.

L’ipotesi più accreditata è proprio la seconda, in quanto nella “Relazione a Sua Maestà” presentata nel 1757 dall’Azienda Fabbriche e Fortificazioni si parla di  “carrettini conducenti la sabbia” presenti su questo ponte.

ponte-benne-1967

Tempo fa si poteva sentire qualche torinese che diceva:

“Ha passato in carrozza il ponte delle benne”

La frase, che oggi non ha praticamente più senso, era una sorta di eufemismo che stava ad indicare la morte di una persona e quindi il viaggio fatto per raggiungere l’estrema dimora: per moltissimi torinesi il primo e l’ultimo della vita fatto in carrozza!

Testi © Manuela Vetrano. Se desiderate utilizzare questo materiale scrivete a: info@lacivettaditorino.it. Immagini dal testo: Angia Sassi Perino – Giorgio Farraggiana, I ponti di Torino, Edizioni del Capricorno 2002

 

I contenuti di questo articolo sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.

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  • rodolfo

    Interessante la storia del ponte di corso Regio Parco, ma a me risulta che il “Ponte delle benne” sia quello che attraversa la Dora in corrispondenza di via Reggio. Ricordo bene che i cortei funebri, svoltando da corso Regina, attraversavano questo ponte, percorrevano un breve tratto di via Reggio e poi tutta via Catania, via dei funerali per antonomasia, dotata di una corsia centrale alberata per i carri funebri, giungendo infine all’ingresso principale del Cimitero Monumentale.

    • Manuela Vetrano

      Salve Rodolfo,
      la sua osservazione non fa una grinza. Per questo articolo io non ho fatto ricerche d’archivio, ma ho consultato questo testo: Angia Sassi Perino – Giorgio Farraggiana, I ponti di Torino, Edizioni del Capricorno 2002. Nel libro il ponte delle benne è identificato proprio con il ponte di Corso Regio Parco. Ma può essere benissimo che i cortei funebri passassero anche dal ponte Rossini come lei ha ricordato.
      Un saluto!

  • rodolfo

    Ricambio il saluto, ma come mai il mio commento e la risposta non compaiono con gli altri ?

    • Manuela Vetrano

      Salve Rodolfo, sì, il suo commento compare. Prima si vedono i commenti di coloro che hanno scritto tramite Facebook. Il suo (lei mi ha scritto tramite email) è subito dopo. Dia un’occhiata in fondo.

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