Highgate, il rifugio delle fate

di Manuela Vetrano, 21 aprile 2016, Oltre Torino

Lo sognavo da tanto tempo e finalmente ci sono stata. Dove? In “uno dei più famosi luoghi di sepoltura d’Inghilterra” (W. Justyne, 1865): il Cimitero di Highgate, a Londra. Se ne sta tranquillo in cima a una collina nella zona nord della città, parecchio lontano dal trambusto del centro. Per arrivarci, io e il Cavalier Servente abbiamo preso la linea nera (beh, mica poteva essere rosa…) della metro in direzione High Barnet e siamo scesi alla fermata Archway. Riemersi dalle viscere londinesi, abbiamo fatto una scarpinata in salita lungo Highgate Hill e, attraversato il Waterlow Park, siamo arrivati al monumentale ingresso del tanto agognato camposanto (agognato dalla civetta, un po’ meno dal Cavalier Servente, che però poi è stato premiato per la pazienza con la foto davanti allo stadio dell’Arsenal). Lì davanti abbiamo aspettato l’inizio della visita guidata. Highgate si divide in due parti: quella est è visitabile liberamente, mentre la parte ovest, più antica, è accessibile solo con la guida.
Alle ore 14 di martedì 5 aprile 2016 la civetta varcava il cancello ed entrava nello spazio più vagheggiato in assoluto da ogni nerd cimiteriale che si rispetti.

L'ingresso alla parte ovest del Cimitero di Highgate.

L’ingresso alla parte ovest del Cimitero di Highgate.

cimitero-highgate-londra-2Il Cimitero di Highgate, progettato dall’architetto Stephen Geary, fu intitolato a St James e consacrato il 20 maggio 1839. Geary fu anche il fondatore della London Cemetery Co., una società privata istituita nel 1836 per costruire i nuovi cimiteri cittadini. La presenza di ampie aree appositamente destinate ai defunti era diventata indispensabile in una Londra che lievitava a vista d’occhio: per motivi di spazio e di igiene non era più possibile continuare a seppellire nelle chiese e nei terreni limitrofi. Highgate diventò subito il luogo di sepoltura privilegiato dall’alta società dell’epoca, sia per la sua pittoresca posizione che per la sua organizzazione (era un cimitero privato, esclusivo, dove era garantita sorveglianza armata giorno e notte).

cimitero-highgate-londra-3

cimitero-highgate-londra-4

Con la diminuzione dell’interesse nei confronti del possesso di tombe importanti, iniziò il declino. Fallita la London Cemetery Co., negli anni ’60 del Novecento il cimitero fu abbandonato e il degrado ebbe la meglio. Per fortuna, dal 1975 i Friends of Highgate si occupano di conservare e valorizzare questo luogo, senza dubbio il migliore a Londra in cui si può respirare quella tenebrosa atmosfera vittoriana che emana da molti romanzi ottocenteschi e che tanto affascina noi nuovi romantici.

cimitero-highgate-londra-5 (2)

cimitero-highgate-londra-5 (1)

La visita guidata dura un’ora soltanto. All’inizio, presa dall’ansia, ho cercato di incamerare così tante immagini e sensazioni che a un certo punto mi sono sentita disorientata. Passato questo picco, mi sono resa conto che questo posto non potrà mai essere completamente mio (purtroppo!) e quindi ho iniziato a godermi davvero il momento. Ho passeggiato per i vialetti immersi nella natura e fiancheggiati da file e file di croci, obelischi, sarcofaghi… circondata da migliaia di lapidi storte e ricoperte dall’edera, con iscrizioni ormai impossibili da decifrare, osservavo ora la statua di un angelo ora il rilievo di una torcia rovesciata e sentivo in sottofondo la musica composta dal vento che si insinuava tra le foglie di alberi altissimi… È stato allora che ho percepito la presenza delle fate, o, se preferite, del genius loci, lo spirito guardiano del luogo. E sono stata felice, nel profondo. Davvero.

Romanticherie a parte, quali sono stati i punti salienti della visita? Eccoli qua:

L’Egyptian Avenue. Nella prima metà dell’Ottocento l’egittomania imperversava ovunque in Europa, soprattutto in ambito funerario. Geary progettò questo solenne ingresso, con tanto di obelischi ai lati, che introduce in un cupo viale (un tempo un tunnel coperto) fiancheggiato da mura in cui si trovano le porte di numerose tombe.

L’Egyptian Avenue. Nella prima metà dell’Ottocento l’egittomania imperversava ovunque in Europa, soprattutto in ambito funerario. Geary progettò questo solenne ingresso, con tanto di obelischi ai lati, che introduce in un cupo viale (un tempo un tunnel coperto) fiancheggiato da mura in cui si trovano le porte di numerose tombe.

L'Egyptian Avenue

L’Egyptian Avenue

Il Circle of Lebanon. Vi si arriva dall’Egyptian Avenue. Intorno a un enorme cedro del Libano, Geary dispose a cerchio 20 camere sepolcrali. Ne furono poi costruite altre 16 a formare un secondo cerchio intorno al primo. Una di queste ultime fu usata come colombario per accogliere resti cremati.

Il Circle of Lebanon. Vi si arriva dall’Egyptian Avenue. Intorno a un enorme e antichissimo cedro del Libano, Geary dispose a cerchio 20 camere sepolcrali. Ne furono poi costruite altre 16 a formare un secondo cerchio intorno al primo. Una di queste ultime fu usata come colombario per accogliere resti cremati.

L'interno del Circle of Lebanon

L’interno del Circle of Lebanon

Le Catacombe. Situate nel punto più alto di Highgate, consistono in un corridoio coperto e lungo 75 metri in cui si trovano più di 800 loculi. Molti di questi sono chiusi da una lapide di marmo con al centro un’apertura oltre la quale è possibile vedere il feretro che è posto all’interno del loculo (e non vi sto a raccontare la reazione del Cavalier Servente…). Qui non si possono fare foto.

Il leone di George Wombwell. A lui si ispira molto probabilmente il leone che al Monumentale di Torino orna l’arcata della famiglia Colombo.

Il leone di George Wombwell (1777-1850). Si chiamava Nero il leone posto sulla tomba del fondatore del primo serraglio di Londra. A lui si ispira molto probabilmente il leone che al Monumentale di Torino orna l’arcata della famiglia Colombo.

Il fedele amico di Thomas Sawyer. Il famoso pugile morì nel 1865 e il suo cane Lion fu posto da solo su una carrozza a capo del corteo funebre che accompagnò il feretro di Sawyer al cimitero.

Il fedele amico di Thomas Sawyer. Il pugile Sawyer morì nel 1865 e il suo amatissimo cane Lion fu posto da solo su una carrozza a capo del corteo funebre che accompagnò il feretro del padrone al cimitero.

La tomba di Elizabeth Siddal. Non è nel percorso di visita, ma la nostra guida Tom alla fine del tour ha portato la civetta e il Cavalier Servente a vederla! Fortuna immensa quella di passare per una parte del cimitero chiusa al pubblico e mastodontica l’emozione di trovarsi di fronte alla tomba della modella che posò per l’Ofelia di Millais, pittrice lei stessa e moglie del preraffaellita Dante Gabriele Rossetti. Forse ho posato i miei piedi dove Rossetti si inginocchiò per riesumare Lizzie e recuperare le poesie scritte per lei messe nelle bara… chissà! E chissà se, come narra la leggenda, i fulvi capelli di Lizzie continuano a crescere…

La tomba di Elizabeth Siddal (1829-1862). Non è nel percorso di visita, ma la nostra guida Tom alla fine del tour ha portato la civetta e il Cavalier Servente a vederla! Fortuna immensa quella di passare per una parte del cimitero chiusa al pubblico e mastodontica l’emozione di trovarsi di fronte alla tomba della modella che posò per l’Ofelia di Millais, pittrice lei stessa e moglie del preraffaellita Dante Gabriele Rossetti. Forse ho posato i miei piedi dove Rossetti si inginocchiò per riesumare Lizzie e recuperare le poesie scritte per lei messe nelle bara… E chissà se, come narra la leggenda, i fulvi capelli di Lizzie continuano a crescere…

La tomba di Marx. È la tomba più visitata di Highgate, ma si trova nella parte est del cimitero, quella aperta nel 1860. Marx è sepolto insieme alla moglie e alla figlia.

La tomba di Marx. È la più visitata di Highgate e si trova nella parte est del cimitero, quella aperta nel 1860. Marx è sepolto insieme alla moglie e alla figlia in questa tomba del 1954.

Il Cimitero di Highgate… del tutto diverso dal Monumentale di Torino e in generale dai cimiteri italiani. Piccolo in fin dei conti, ma traboccante di emozioni, storie, angoli misteriosi, bellezze naturali… il luogo dove ho visto le fate.

Testi e immagini © Manuela Vetrano. Se desiderate utilizzare questo materiale scrivete a: info@lacivettaditorino.it

Approfondimenti
Guarda l’album delle foto su Facebook: Il Cimitero di Highgate a Londra, il rifugio delle fate

I contenuti di questo articolo sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.

0

aggiungi un commento...

inserisci il numero mancante:

seguimi

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers

Powered By WPFruits.com