Replicanti nel Cimitero Monumentale di Torino

di Manuela Vetrano, 5 febbraio 2016, Cimitero Monumentale

Vi starete chiedendo con un po’ di ansia: “Come sarebbe, i replicanti hanno invaso il Monumentale?”. Non preoccupatevi, non c’è nulla da temere. Per replicanti non intendo i simpatici androidi di Blade Runner, bensì alcuni particolari monumenti funebri…
Non è una novità che i cimiteri siano popolati da copie di sculture, ma di solito si tratta di repliche di opere d’arte funeraria che hanno avuto molto successo e il cui prototipo ha perciò trovato ampia diffusione. È quello che è capitato all’Angelo della Morte (o della Resurrezione) di Giulio Monteverde, realizzato nel 1882 per la tomba Oneto nel cimitero di Staglieno a Genova, del quale vi sono migliaia di sosia più o meno belli sparsi in giro per il mondo. I replicanti che voglio segnalarvi io non sono di questo tipo, ma sono monumenti che imitano opere diventate vere e proprie icone della storia dell’arte.
Al Cimitero Monumentale di Torino ne ho individuati tre.

Il Sarcofago degli Sposi nel Monumentale di Torino

Il Sarcofago degli Sposi nel Monumentale di Torino, particolare

Il Sarcofago degli Sposi – Campo Primitivo
È una delle più note testimonianze dell’arte etrusca. In realtà i sarcofagi famosi sono due, pressoché identici: uno è conservato al Louvre di Parigi (lo vedete nella foto di copertina di questo post) e l’altro al Museo di Villa Giulia a Roma. Entrambi in terracotta e risalenti al VI secolo a.C., sono stati rinvenuti a Cerveteri durante il XIX secolo. E non sono sarcofagi, ma urne cinerarie! Sul coperchio dell’urna è raffigurato un triclinio su cui è distesa una coppia di sposi dai sorrisi enigmatici impegnata in un banchetto (le sculture avevano in origine forse delle coppe in mano). Il replicante del Monumentale è stato realizzato in bronzo.

la-creazione-di-adamo-cappella-sistina

La Creazione di Adamo nella Cappella Sistina

La Creazione di Adamo – Campo Primitivo
L’attimo supremo in cui Dio sfiora il dito di Adamo con il suo per infondergli l’energia vitale è stato affrescato sulla volta della Cappella Sistina da Michelangelo Buonarroti nel 1511 circa. È una delle immagini d’arte più conosciute a livello mondiale, oggetto di innumerevoli omaggi, celebrazioni, rivisitazioni (mi viene in mente quella con Burt Simpson nelle vesti di Adamo…). Nel nostro Monumentale l’opera è stata realizzata in bronzo, ad altorilievo.

Particolare della Crezione di Adamo nel Monumentale di Torino

Particolare della Creazione di Adamo nel Monumentale di Torino

Il Cristo Redentore di Rio. Photo by www.brazilianguru.com

Il Cristo Redentore – VII Ampliazione
Quando lo vediamo in tv di solito si sente in sottofondo la musichetta ritmata del Samba… perché siamo in Brasile e il Cristo Redentore, progettato e realizzato tra 1922 e 1931 dall’ingegnere Heitor da Silva Costa e dallo scultore Paul Landowski, è il simbolo della città di Rio de Janeiro. In pietra saponaria e calcestruzzo, alto 30 metri, svetta sulla cima del monte Corcovado, a 700 metri. Il replicante del Monumentale (che per alcuni particolari si differenzia dall’originale) è in pietra, opera dello scultore Aurelio Quaglino.

Cristo Redentore del Monumentale di Torino, particolare

Cristo Redentore del Monumentale di Torino, particolare

Lo stile di questi replicanti è leggermente naif, per alcune persone potrebbe sembrare quasi kitsch o dal gusto discutibile… Ma io credo che quello che conta in queste copie è il loro valore simbolico per i committenti. L’amore eterno di due sposi; il soffio vitale che si riceve al momento della nascita e che si auspica di ricevere anche all’inizio della nuova vita nell’aldilà; la speranza di giungere dopo la morte tra la braccia di un Dio misericordioso… tutto ciò va oltre il valore artistico della scultura.

Se voi siete a conoscenza di altri replicanti nascosti nel Monumentale di Torino o in altri cimiteri, potete segnalarmeli lasciando un commento qui sotto o alla pagina Facebook La Civetta di Torino

Testi e immagini © Manuela Vetrano. Se desiderate utilizzare questo materiale scrivete a: info@lacivettaditorino.it
I contenuti di questo articolo sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.

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