Oropa, la piccola Staglieno

di Manuela Vetrano, 5 maggio 2016, Cimitero Monumentale, Curiosità funerarie, Oltre Torino

Una delle prime gite fuori porta con la famiglia di cui ho ricordo è quella fatta al Santuario di Oropa (BI) quando avevo circa cinque anni. Nel 2016, trent’anni dopo, abbiamo replicato la sortita: mancava un personaggio illustre (mia nonna), ma ce n’erano altri (Cavalier Servente, cognato e nipoti). Oropa è però sempre la stessa. Il santuario mariano più importante delle Alpi si trova sul monte Mucrone a circa 1200 metri, immerso in uno scenario da Signore degli Anelli. Le leggende raccontano che il santuario fu fondato nel IV secolo da Sant’Eusebio da Vercelli, però le prime testimonianze scritte risalgono all’inizio del XIII secolo. Il cuore del santuario è la Basilica Antica, costruita nel Seicento sulla primitiva Chiesa di Santa Maria. È qui che si conserva la statua della Madonna Nera. Sarebbe stata portata dall’Oriente da Sant’Eusebio, ma recenti studi hanno appurato che si tratta di un’opera del XIII secolo di uno scalpellino valdostano. Questa scoperta non ha affatto eliminato l’alone di fascino e mistero che scaturisce da questa scultura.

La Basilica Antica, dov'è conservata la statua della Madonna Nera

La Basilica Antica, dov’è conservata la statua della Madonna Nera

Le due gallerie degli ex voto sono una delle curiosità del Santuario di Oropa

Le due gallerie degli ex voto sono una delle curiosità del Santuario di Oropa

L’allegra brigata ha visitato per bene tutto il santuario (gallerie degli ex voto e mostra di presepi compresi) e, dopo un lauto pasto a base di polenta concia, è stata trascinata dalla civetta a visitare il Cimitero Monumentale di Oropa. Il cimitero si trova sul lato sinistro del santuario e da questo è separato per mezzo della fila di cappelle che formano il percorso devozionale del Sacro Monte di Oropa. Imboccato il sentiero che parte a fianco della Basilica Superiore del santuario, abbiamo scavalcato il Sacro Monte e ci siamo trovati davanti alla piccola Staglieno. Il cimitero di Oropa è stato soprannominato così perché in parte si sviluppa dentro un bosco, proprio come il cimitero di Staglieno a Genova.

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L’emiciclo con i porticati del Cimitero Nuovo

In origine a Oropa i defunti erano posti sotto il pavimento della Basilica Antica. Nel 1834 fu creato un cimitero sotto il primo piazzale di accesso al santuario, che rimase attivo fino alla costruzione dell’attuale. Il Cimitero Nuovo, progettato dall’ingegnere torinese Ernesto Camusso e aperto nel 1877, fu costruito sfruttando quello che era un anfiteatro naturale incassato nella montagna. È formato da un ampio emiciclo, che lungo il perimetro presenta un porticato per le sepolture private e un’area scoperta per quelle sia private che comuni. Sotto il porticato corre poi un sotterraneo per altre tombe private.

Cimitero Bosco

Cimitero Bosco

Gino Piccioni, tomba Gallo, 1922

Gino Piccioni, tomba Gallo, 1922

Appena arrivata, la civetta si è fiondata nel Cimitero Bosco, che si estende intorno al Cimitero Nuovo. È questo il settore più suggestivo, perché le tombe si trovano sparse in modo irregolare in mezzo alla natura. I sentieri non sono ben segnati e si cammina affondando tra le foglie. Tra gli alberi spuntano costruzioni –ma sembrano quasi delle case! – spesso molto imponenti e il silenzio che avvolge tutto le rende solenni come fortezze. Su tutte troneggia l’incredibile piramide di Quintino Sella, la prima tomba sorta nel Cimitero Bosco (1884).

La piramide di Quintino Sella (1827 - 1884), edificata nel 1884, si ispira a quella di Caio Cestio nel Cimitero Acattolico di Roma e ha a sua volta ispirato la piramide Vogel al Cimitero Monumentale di Milano.

La piramide di Quintino Sella (1827 – 1884) si ispira a quella di Caio Cestio nel Cimitero Acattolico di Roma e ha a sua volta ispirato la piramide Vogel al Cimitero Monumentale di Milano.

Il cimitero stava per chiudere, perciò ho messo il turbo e sono andata a farmi un ultimo giro veloce sotto il porticato del Cimitero Nuovo e nell’area scoperta. Qui spicca il monumento Bottinelli (1900), in cui si richiama la fugacità della vita umana: una donna anziana è intenta a filare, alle sue spalle un angelo è pronto a tagliare il filo.

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Molti artisti che hanno lavorato al cimitero di Oropa sono poi gli stessi che troviamo al Monumentale di Torino:

Odoardo Tabacchi, monumento Ramella, 1886, Cimitero Nuovo

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Edoardo Rubino, monumento Maggia, 1905, Cimitero Bosco

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Cesare Biscarra, monumento Bona, inizi ‘900, Cimitero Bosco

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Leonardo Bistolfi, monumento Canepa, inizi ‘900, Cimitero Nuovo

Parte destra

Parte sinistra

Parte destra

Parte destra

Celestino Fumagalli, monumento Uberti, prima metà ‘900, Cimitero Nuovo

La stessa opera orna la tomba Sola - De Marchi nel Cimitero Monumentale di Torino

La stessa opera orna la tomba Sola – De Marchi nel Cimitero Monumentale di Torino

Si è conclusa così una giornata molto soddisfacente dal punto di vista culturale, culinario e famigliare… Se, dopo averli costretti un’ora in un cimitero, i miei parenti e il Cavalier Servente non hanno colto al volto l’occasione di seppellirmi in buco e lasciarmi lì, non credo lo faranno mai in futuro!

Testi e immagini © Manuela Vetrano. Se desiderate utizzare questo materiale scrivete a: info@lacivettaditorino.it

Approfondimenti
Leggi: L. Bocchietto, M. Coda e C. Gavazzi, L’altra Oropa. Guida al Cimitero Monumentale del Santuario, 2006
Guarda l’album delle foto completo: Oropa, la piccola Staglieno
Guarda l’album del fotografo Marco Casiraghi: Il Giardino delle Ombre – Oropa

 

I contenuti di questo articolo sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.

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