Che fine ha fatto la tomba di Ludovico di Breme?

di Manuela Vetrano, 27 maggio 2015, Cimitero Monumentale

È questo un quesito che attanaglia da un po’ la mia mente di nerd cimiteriale… Perché? Chi era Ludovico di Breme? Il nome è uno di quelli che capita vagamente di sentire sui banchi di scuola, quando si studiano Romanticismo e Risorgimento… un nome che cade subito nel dimenticatoio, sommerso dai tanti più famosi. Almeno così è stato per me. Ludovico è riemerso da uno degli angoli più remoti del mio cervello, quando sono incappata nella tomba dell’attrice Carlotta Marchionni (1796-1861) al Cimitero Monumentale di Torino. Leggendo qua e là la storia di questa donna, ho scoperto che visse con Ludovico un amore finito tragicamente… la mia fantasia ha iniziato subito a galoppare… sentendo il bisogno di saperne di più, mi sono informata e la figura sfocata di Ludovico di Breme è ritornata per me ad essere vivida…

Epigrafe in Via Luigi des Ambrois 5 a Torino

Epigrafe in Via Luigi des Ambrois 5 a Torino

Ludovico Pietro Arborio Gattinara dei marchesi di Breme nacque a Torino il 15 giugno 1780 da Luigi Giuseppe Ludovico e Marianna dal Pozzo dei principi della Cisterna. Studiò filosofia e teologia e nel 1806, in pieno regime napoleonico, prese i voti. Trasferitosi a Milano, entrò al servizio del viceré Eugène de Beauhernais ricoprendo vari incarichi: Elemosiniere di Corte, Governatore della Casa dei Paggi…
Ludovico era alto, esile e di salute cagionevole. Stendhal lo descrisse così: “La sua figura slanciata e triste somigliava a quelle statue di marmo bianco che si trovano in Italia sulle tombe dell’XI secolo”. La sua mente però era aperta e lo spirito liberale. A Milano frequentò i salotti dove ferveva il dibattito sul contrasto tra la letteratura classicista, ancorata al passato, e quella romantica, immersa nel mondo reale. In questi ambienti circolavano anche gli ideali di libertà e rinnovamento capisaldi del sempre più prossimo Risorgimento. Ludovico conobbe gli intellettuali dell’epoca: Mme de Staël, Byron, Foscolo, Pellico… con Pellico instaurò un profondo rapporto di amicizia (studiosi ipotizzano che Ludovico fosse bisessuale e che amasse Pellico, al quale scriveva spesso frasi di questo tipo: “… se vivo è per amarti, per intensamente amarti, per essere il tuo Ludovico”). Nel 1814, con la Restaurazione, dovette lasciare tutti i suoi incarichi e poté dedicarsi alla “schiavitù della penna e della parola”. Scrisse odi, sonetti, opere teatrali, saggi letterari…
Ludovico di Breme è noto soprattutto per essere stato uno dei padri del Romanticismo italiano. Fu il redattore del primo manifesto romantico: “Discorso intorno all’ingiustizia di alcuni giudizi letterari italiani” (1816) e il fondatore del primo giornale romantico: “Il Conciliatore” (1818). Il giornale aveva anche intenti politici sovversivi, infatti fu chiuso dalla censura austriaca dopo un anno di vita.

Giovanni Migliara, La Scuola Lancasteriana di Santa Caterina a Milano, 1822, Museo del Risorgimento Torino. Sono raffigurati in visita tra gli altri Ludovico (quello alto vestito di nero) e Pellico (quello bassino tra i due bimbi. Immagine tratta da: cortedelgaiosapere.forumcommunity.net

Giovanni Migliara, La Scuola Lancasteriana di Santa Caterina a Milano, 1822, Museo del Risorgimento di Torino. Sono raffigurati in visita tra gli altri Ludovico (quello alto vestito di nero) e Pellico (quello bassino tra i due bimbi). Immagine tratta da: cortedelgaiosapere.forumcommunity.net

Torniamo alla sfera sentimentale… Ludovico, a cui “lo stato di prete non gli si confaceva” (Sismondi), non disdegnò mai la compagnia femminile. Fu guida spirituale della viceregina Amalia Augusta di Baviera, con cui forse ci fu del tenero. Ma le storie più importanti furono la contessa Anna Serbelloni Porro e la Marchionni. La relazione con Anna, sposata con un amico di Ludovico, durò dal 1811 al 1813, quando lei morì in circostanze misteriose… suicidio? Avvelenamento? Le malelingue insinuarono che Ludovico c’entrava e che forse lei, incinta, era morta cercando di nascondere la gravidanza… chissà.
Carlotta Marchionni era più giovane di lui di 16 anni. Il loro amore ebbe inizio nel 1815 e durò 5 anni. Scrisse Pellico: “Carlotta serba per Ludovico una specie di culto, come le sole anime grandi possono sentire per le anime grandi”. Tutto finì, amore e impegno letterario e politico (si andavano preparando i moti insurrezionali), a causa della tisi che colpì Ludovico. Il 15 agosto 1820, a soli quarant’anni, morì a Torino. Se ne andò, dopo tre mesi di agonia, un personaggio che aveva sicuramente ancora tanto da dare.

Gli "amori" di Ludovico: Augusta Amalia di Baviera, Anna Porro e Carlotta Marchionni

Gli “amori” di Ludovico: Augusta Amalia di Baviera, Anna Porro e Carlotta Marchionni

E veniamo alla domanda iniziale: dov’è stato sepolto? Quando Ludovico si spense, non si seppelliva più nelle chiese ed erano già stati costruiti i cimiteri di San Lazzaro e San Pietro in Vincoli. Ludovico era di nobile famiglia, da parte di padre e di madre, perciò non finì di sicuro nei pozzi comuni. Questa è l’ipotesi della civetta: Ludovico di Breme fu sepolto in San Pietro in Vincoli, dove è documentata la presenza delle tombe dei Gattinara e dei dal Pozzo. Il cimitero fu soppresso definitivamente nel 1889 e nel 1970 si decise il trasferimento di tutti i resti presenti nelle tombe di famiglia da San Pietro in Vincoli in una tomba comune nel Campo Primitivo del Monumentale. In questa tomba infatti è segnato un lungo elenco di cognomi in cui figurano, tra gli altri, anche quelli dei Gattinara e dei dal Pozzo della Cisterna. Perciò suppongo che le ossa di Ludovico di Breme siano finite qua dentro insieme a tutte le altre. Se fosse vero – che tristezza! –  neanche una lapidina ricorda questo “cuore eccellente” (Pellico).

Testi e immagini © Manuela Vetrano. Se desiderate utilizzare questo materiale scrivete a: info@lacivettaditorino.it
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  • Nicolino de Cortanze

    ciao Manuela chi ti scrive è un familiare del succitato Ludovico che ultimamente ha cominciato a fare ordine tra i vari antenati. Per Te che vivi a Torino ci sarebbe una possibilità di scoprire per lo meno dove fu sepolto, e questo è attraverso le doppie copie degli atti di decesso che si trovano nell’archivio storico del comune di Torino oppure anche all’Archivio di Stato (sempre a Torino). Solitamente a piè dell’atto veniva scritto il luogo della sepoltura. Grazie per la bella narrativa, conoscendo il suo pensiero però, più che alle sue spoglie mortali amo pensarlo in spirito, ricongiunto ai suoi compagni di viaggio animato dalla frenesia che riempiva gli ambienti del palazzo di Milano a mandare accidenti a questo mondo di poco o niente cambiato valutando quanto i suoi concetti siano ancora vivi e ispiranti
    grazie
    Nicolino Caterino Bruno Maria Alessandrino di Cortanze

    • Manuela Vetrano

      Gentilissimo, ti ringrazio per aver dedicato del tempo alla lettura di questo post e sono contenta che ti sia piaciuto. Alla fine credo proprio che Ludovico sia stato sepolto nel Cimitero di San Pietro in Vincoli (lì infatti si trova ancora un’epigrafe relativa a una delle sue nipoti (?): Ernesta Teresa Arborio Gattinara di Breme, contessa di Castellengo, nata il 5 maggio 1810 e morta il 6 ottobre 1843) e poi traslato nell’ossario comune del Monumentale. Comunque prima o poi andrò a spulciare in Archivio! Un saluto, Manuela

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