Al Castello del Roccolo in cerca del fantasma di Melania d’Azeglio

di Manuela Vetrano, 14 settembre 2017, Cimitero Monumentale, Curiosità funerarie, Oltre Torino

È stato a San Pietro in Vincoli che mi sono imbattuta per la prima volta in Melania. Ero andata all’ex cimitero per fare un sopralluogo in vista di una mia visita guidata. Osservando le poche lapidi rimaste sotto i porticati, ne ho trovate alcune che si riferivano alla famiglia Pes di Villamarina. Tra queste, una semplice e priva di decorazioni recava scritte le parole: Melania di Villamarina nata d’Azeglio – Nacque il 27 dicembre 1814 Morì il 10 maggio 1841 – Consummatus in brevi explevit tempora multa”. Il nome dei marchesi Tapparelli d’Azeglio è famoso e reca con sé l’eco del glorioso periodo risorgimentale. Ma di questa Melania non conoscevo nulla! Il suo nome di battesimo mi ricordava la Melania Hamilton di Via col Vento. Le due donne qualche punto in comune lo avevano: entrambe vissute nell’Ottocento, ebbero una salute cagionevole. Melania Hamilton però è un personaggio scaturito dalla fantasia della scrittrice Margaret Mitchell, mentre la figura di Melania d’Azeglio è reale.

Lapide di Melania d’Azeglio nell’ex cimitero di San Pietro in Vincoli

Ho cercato di saperne di più e ho scoperto che la Melania di San Pietro in Vincoli era la primogenita di Roberto d’Azeglio e della contessa Costanza Alfieri di Sostegno. Sorella di Emanuele, ultimo della sua casata, era la nipote del celebre Massimo. La fanciulla nacque a Torino all’interno del palazzo avito di via Principe Amedeo e fu battezzata con il nome di Melania in ricordo della sorella di Roberto e Massimo morta a 12 anni nel 1807. Come capitava a tutte le figlie di ottima famiglia, Melania convolò a nozze con un suo pari grado. Sposò un nobile sardo, il marchese Salvatore Pes di Villamarina (1808-1877), ambasciatore del Regno di Sardegna.

Da sinistra: Costanza Alfieri di Sostegno, Roberto e Massimo d’Azeglio, Salvatore Pes di Villamarina

Si sa che l’unione non fu particolarmente felice. In una lettera al nipote Emanuele, Massimo d’Azeglio scriveva di come la situazione coniugale di Melania e Salvatore fosse “una pagina terribile da aggiungere alla fisiologia del matrimonio”. Spesso Salvatore si allontanava per lungo tempo da Torino. I Villamarina avevano vari possedimenti in Sardegna: sull’Isola Piana si trovava un’attiva tonnara e in primavera Salvatore doveva essere lì presente per controllare lo svolgersi della mattanza. Anche Melania nel 1840 visitò con il marito la Sardegna e rimase un po’ di tempo su quell’isola.

Palazzo Tapparelli d’Azeglio in via Principe Amedeo a Torino. L’immagine è tratta dal sito www.fondazioneeinaudi.it

La coppia ebbe tre figli: Carlo, morto piccino, Emanuele Poupon, che intraprese la carriera diplomatica, e Isabella Bea, che sposò un Thaon di Revel. Melania non vide mai i suoi figlioli crescere. Il suo fisico era minato da un male mai ben identificato del tutto. Nell’ultimo periodo della sua vita, il più difficile della malattia, il marito impedì ai bambini di vederla per paura che potesse contagiarli. Morì nel palazzo di Torino a soli 27 anni. Salvatore era via e la madre Costanza era anche lei malata. Soltanto il padre Roberto restò con lei fino alla fine e le chiuse gli occhi. Fu sepolta nella tomba dei Villamarina, nei sotterranei del cimitero di San Pietro in Vincoli. Ma pare che lo spirito di Melania aleggi ancora tra i vivi…

La torre del fantasma di Melania

Si racconta che nelle notti d’estate in cima alla torre del Castello del Roccolo appaia una fiammella. Si tratterebbe della candela tenuta in mano dal fantasma di Melania che, vagando per le stanze del maniero, sale sulla torre più alta nella speranza di veder comparire Salvatore di ritorno dalla Sardegna. Poteva la vostra civetta non recarsi al Roccolo, residenza di villeggiatura dei Tapparelli d’Azeglio amatissima da Melania? Io e l’immancabile Cavalier Servente siamo partiti una domenica d’agosto alla volta di Busca (CN). Proprio sulla collina alle spalle di questo paesino sorge il castello, il cui nome fa riferimento ai roccoli, particolari reti usate per cacciare gli uccelli. Costruito a partire dal 1831, l’edificio fu progettato nei minimi particolari da Roberto e Costanza che erano soliti accogliervi i loro ospiti illustri: da Pellico a Cavour, dai Savoia ai primi ministri inglesi. Il Castello del Roccolo costituisce una delle architetture più rappresentative del gusto neogotico in Piemonte.

Particolare della facciata principale del castello

Uno dei miei più grandi desideri sarebbe di viaggiare nel tempo. Siccome non esistono ancora macchinari in grado di soddisfarlo, viaggio attraverso le epoche leggendo libri, guardando film in costume oppure visitando palazzi come il Roccolo, dove regna sovrana quell’atmosfera sospesa che fa dubitare di trovarsi nel 2017. Sembra davvero che da un momento all’altro si possa vedere Melania affacciata a una bifora o inginocchiata insieme a Costanza nella chiesetta immersa nel parco circostante. Vi consiglio vivamente di farci una gita, io e il Cavalier Servente (preventivamente rifocillato con un bel pranzo langarolo) ne siamo rimasti entusiasti.

La cappella nel parco del castello

Il laghetto nel parco del castello

Da diverso tempo Melania d’Azeglio non riposa più nella tomba di San Pietro in Vincoli. Le sue spoglie sono state traslate nei sotterranei del Cimitero Monumentale di Torino e sono accanto a quelle di Salvatore. Ma se volete incontrarla davvero, andate al Roccolo. A due passi dal castello, Roberto e Costanza fecero erigere un cippo in pietra in suo ricordo. Se ne sta solitario sotto un albero che lo protegge e assomiglia alle lapidi che punteggiano i cimiteri inglesi. Su di esso è scritto in latino: “Dio coronò con un precoce premio la precoce virtù che diede a Melania – 1842”. Al di là della presenza o meno del fantasma, è proprio qui che si concentrano l’energia e la tranquillità emanate da questo luogo romantico e pittoresco. È qui che troverete Melania.

Il cippo dedicato a Melania

“Melania è stata una giovane donna che, pur appartenendo ad una famiglia immersa nella Storia, è passata sulla terra leggera”
Lorenza Garbarino, Sui passi di Melania, Edizioni Ibiskos 2013

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